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Musée Rodin

  • art-museum
  • 4.7
  • Prezzo: €14
  • Orari di apertura: Mar-Dom 10:00-18:30, chiuso lun
Indicazioni stradali
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Storia

Molto prima di diventare un museo, l'Hôtel Biron ha vissuto diverse vite. Costruito come residenza privata nei primi anni del Settecento, divenne in seguito una scuola conventuale e, all'inizio del Novecento, versava ormai in stato di semi-abbandono, con le sale sontuose che cadevano a pezzi e il parco lasciato crescere selvaggio. Verso il 1908 lo Stato francese cominciò ad affittare all'interno alcuni spazi come atelier per artisti, e tra i primi inquilini ci fu Auguste Rodin, già sessantenne e famoso in tutto il mondo come il maggiore scultore della sua epoca. Colpito dal fascino decadente della dimora e dai suoi giardini incolti, Rodin propose allo Stato un accordo straordinario: avrebbe donato alla Francia l'intera sua opera, insieme alla propria collezione d'arte privata, in cambio della possibilità di vivere e lavorare all'Hôtel Biron per il resto della vita e della trasformazione dell'edificio, dopo la sua morte, in un museo a lui dedicato.

Rodin morì nel 1917, poco dopo la formalizzazione dell'accordo, e il Musée Rodin aprì due anni più tardi, nel 1919, esattamente come lui aveva immaginato. Le sue sale ospitano oggi versioni in gesso, bronzo e marmo dei suoi capolavori più noti, tra cui Il Pensatore e Il Bacio, insieme alla Porta dell'Inferno, un monumentale portale in bronzo che occupò Rodin per quasi quarant'anni e che non fu mai davvero portato a termine durante la sua vita. Al piano superiore, una parte del museo è dedicata anche alla collezione privata che Rodin donò insieme alla propria opera: dipinti che ammirava e che aveva acquistato da contemporanei come Van Gogh, Renoir e Monet, insieme alle sculture e ai reperti antichi raccolti nel corso della sua carriera.

Lo sapevi che...

La Porta dell'Inferno, commissionata nel 1880 come portale in bronzo per un museo mai realizzato, divenne per Rodin quasi un progetto personale a cui dedicò tutta la vita: un'unica, sterminata composizione di figure tormentate e contorte ispirate all'Inferno di Dante, rielaborata senza sosta per decenni. Diverse delle sculture indipendenti più celebri di Rodin nacquero in realtà come dettagli di quest'opera. Il Pensatore cominciò come una figura più piccola chiamata Il Poeta, appollaiata sopra la porta a contemplare le sofferenze sottostanti, prima che Rodin la ingrandisse fino a farne il bronzo autonomo oggi riconosciuto in tutto il mondo. Il Bacio, inizialmente intitolato Francesca da Rimini in riferimento agli sfortunati amanti del poema dantesco, era anch'esso pensato per la porta, ma Rodin lo rimosse in seguito, ritenendo che la sua dolcezza stonasse troppo nel tumulto circostante.

Il gusto di Rodin come collezionista è meno noto della sua scultura, ma altrettanto rivelatore: comprò dipinti di artisti che considerava affini al proprio spirito, tra cui diverse opere di Van Gogh in un'epoca in cui il pittore olandese era ancora largamente sottovalutato. Lasciò tutto al museo insieme alla propria opera, così che una visita qui diventa, quasi per caso, anche un piccolo percorso nel gusto artistico personale di Rodin.

Utile sapere

Il museo è aperto da martedì a domenica e chiuso il lunedì; conviene acquistare i biglietti online in anticipo nei periodi di alta stagione, quando le code all'ingresso possono allungarsi. È bene lasciare tempo sia per le sale della dimora sia per il giardino di tre ettari all'esterno, ripiantumato dopo la morte di Rodin apposta per esporre i suoi grandi bronzi tra aiuole di rose e siepi ben curate.

Se il tempo è poco, vale la pena fermarsi anche solo nel giardino, senza entrare: è uno degli angoli verdi più tranquilli e meno affollati del centro di Parigi, e si abbina bene a una passeggiata verso i vicini Invalides.